PROGETTI PVS: RD CONGO – Kinshasa
Progetto Lisanga
Per Migliorare la dieta nutrizionale per circa 5.000 persone della zona urbana e peri-urbana sud di Kinshasa.
Attività previste:
Realizzazione di un sistema decentrato di valorizzazione solidale della filiera agro-alimentare per l’hinterland di Kinshasa.
- Produzione agricola di ortaggi, cereali, frutta. Potenziamento della produzionne zootecnica.
- Trasformazione e commercializzazione dei prodotti finiti.
- Corsi di formazione professionale per agenti di sviluppo locale.
LISANGA, che nell’idioma locale significa “collaborazione solidale tra uomini e donne”, prevede la costituzione di 7 Centri territoriali di Sviluppo Agroalimentare e Nutrizionale (CeSAN) che possano offrire i servizi di produzione, trasformazione agro-zootecnica, formazione, assistenza tecnica e finanziaria alla micro-impresa familiare.
Beneficiari sono i contadini di Kimbanseke, Kinsuka, Menkao, Mongafula, Ndjili, Ndjili-Brasserie e Ngaliema,.
Ognuno dei 6 partner locali aderente al consorzio gestirà un centro all’interno di un territorio comunale.
3 i partner ESSEGIELLE:
- APROGROV (Action pour la Promotion des Groupes Vulnerables) responsabile della gestione dell CeSAN di Mongafula.
- HECLA (Heures Claires de Désoeuvrées) responsabile della gestione del CeSAN di Kimbanseke .
- LIFEC (Ligue des Femmes Congolaises) responsabile del CeSAN di Ngaliema.
A Kinshasa l’incidenza della povertà tocca il 75% della popolazione urbana, registrando un livello di reddito pro-capite di circa 0,85$/giorno.
Finanziato con i fondi 8 per Mille dello Stato per l’anno 2006 (GU n. 19 del 24-1-2007).
Realizzato in consorzio con 6 Ong italiane EsseGiElle, COE, COMI, PRODOCS
Con capofila Volontari del Mondo Focsiv (Federazione di appartenenza). |
Pur possedendo un potenziale di risorse naturali ed agricole in grado di assicurare minimi standard nutrizionali alla popolazione, la RDC resta in perenne stato di crisi alimentare: circa il 73% della popolazione si trova in uno stato di insicurezza alimentare. Gli standard qualitativi della dieta alimentare restano precari, tanto da interpretare del fenomeno della malnutrizione come emergenza sanitaria.
|